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PARCO DELLA MAREMMA
Il Parco ha un'estensione di 9800 ettari e si estende, lungo costa, dal paese di Principina a Mare fino al Paese di Talamone. Nel suo territorio ricadono gli ultimi terreni paludosi nei pressi della foce dell'Ombrone che, ricchi di vita e ancora selvaggi. Più a sud la zona è composta dai monti dell'Uccellina ricoperti da una fitta macchia mediterranea e verso est, ai piedi dei monti, da vaste distese erbose, dove si trova la Fattoria di Spergolaia centro amministrativo dell'azienda regionale e sede dei butteri. Il Parco ospita numerose colonie di uccelli acquatici come anatidi, garzette, aironi, fenicotteri e alcuni esemplari di rapaci tra cui il falco pescatore, recentemente reinserito. La fauna tipica delle aree a macchia è composta da cinghiali, caprioli, daini, istrici, tassi, volpi, rettili di varie specie e molti uccelli. Il Centro Visite principale si trova ad Alberese, mentre l'acquario della Laguna di Orbetello, con sede a Talamone, ha funzione di Centro Visite per gli itinerari in partenza da Talamone. Numerosi sono gli itinerari, caratterizzati da diversi livelli di difficoltà, si va dai più semplici, alcuni anche per portatori di handicap, ai più complessi, senza tuttavia raggiungere mai livelli molto impegnativi. Sono possibili numerose escursioni naturalistiche, gite a cavallo, in canoa, escursioni notturne e per l'osservazione di volatili.

ISOLA DEL GIGLIO, IL GIOIELLO DELL’ARCIPELAGO TOSCANO
Il perimetro costiero è di 27 km ed è in larga parte roccioso, tranne che in alcuni punti, dove si aprono la spiaggia del Campese e altre spiagge minori situate sul versante orientale dell'isola (Arenella, Cannelle e Caldane).
Giglio Porto si trova sulla costa orientale dell'isola, costituendone l'approdo per le imbarcazioni e i traghetti provenienti da Porto Santo Stefano e dal porto di Talamone. Una giornata in crociera al Giglio e’ una meta obbligata per tutti gli ospiti che vogliono rendere la vacanza in Maremma indimenticabile.
L’abitato, originariamente costituito da case di pescatori, si sviluppa attorno al porto, ed è caratterizzato dal lungomare e da vie che si aprono nella caratteristica Piazza della Dogana, considerata il salotto dell’isola, con ristorantini su palafitte di legno e negozi di artigianato locale.
L'isola riveste un grande interesse per la pratica della subacquea ed è ritenuta spesso come una delle più amate dai sub in Italia. È nota per via delle immersioni poco impegnative, ma soprattutto per le bellissime gorgonie rosse visibili oltre i 35 metri di profondità, accompagnate da un ricca fauna marina caratterizzata anche da rarità, come le stelle marine dette stelle gorgone.

GROSSETO
E' la maggiore città della Toscana meridionale ed è situata in un territorio pianeggiante a pochi chilometri dal mar Tirreno. Nacque nel 1138 quando Innocenzo II vi trasferì la sede episcopale sottratta alla decaduta Roselle e, dopo gli Aldobrandeschi, fu Siena nel 1336 ad imporre il proprio dominio. A causa del degrado ambientale la città cadde in una grave crisi economica e demografica che si stabilizzò nel 1559 con l'avvento dello Stato fiorentino, ma la ripresa avvenne solo con il successo della campagna di bonifica avviata dai Lorena e proseguita dopo l'unificazione d'Italia, che favorì l'ampliamento urbanistico e la qualità della vita dei suoi abitanti. Sebbene molti edifici siano andati distrutti durante la Seconda Guerra Mondiale, sopravvivono ancora le mura cittadine del XVI secolo e molti bastioni oggi trasformati in parchi. La città gode di un'efficiente rete museale: ricordiamo il Museo Archeologico, l'Acquario Comunale, il Museo di Storia Naturale della Maremma.

SOVANA
Primitivo insediamento di agricoltori e pastori sulle rive dell'antico fiume Armine (oggi chiamato Fiora), divenne poi una fiorente città etrusca nel VII sec. a.C. con il nome di Suana. Conquistata dai romani nel III sec. a.C., anche se gli abitanti conservarono cultura, arte, lingua e scrittura della civiltà etrusca. A partire dal IX secolo fu culla della famiglia degli Aldobrandeschi e patria di Papa Gregorio VII ma raggiunse il culmine del suo splendore verso il XIII secolo con i conti Umberto e Guglielmo, periodo in cui vennero costruiti i più importanti edifici della piazza principale. Nel 1243 la città venne assediata dalle truppe di Federico II e iniziò così un lento declino. Con la morte della contessa Margherita, poi, si spense la dinastia aldobrandesca e per un secolo furono i conti Orsini a dominare il territorio, finchè nel 1411 la città fu conquistata e saccheggiata dai senesi. Nel 1555 passò sotto il dominio Mediceo, ma il declino della città fu sempre più inarrestabile: invasioni, distruzioni ed epidemie ne provocarono lo spopolamento. Risorta in questi ultimi decenni grazie al ritrovamento di una importante Necropoli Etrusca, Sovana è oggi un caratteristico paese di circa 500 abitanti meta di studiosi e turisti. .

SORANO
Il territorio di Sorano è ricchissimo di tracce del passato, dalle caverne preistoriche alle necropoli etrusche, sino agli abitati e monumenti di epoca medievale e rinascimentale. E' questa presenza ancora preponderante del passato che caratterizza la zona e affascina il visitatore. Un po' dovunque dentro e attorno a Sorano si trovano grotte artificiali utilizzate sin dall'antichità come abitazioni rupestri o per custodirvi le urne cinerarie (i famosi "colombari") Il tufo qui è stato plasmato in ogni modo, dalle "vie cave" etrusche alle cantine che ogni viticultore si scava a picconate per poter conservare il vino (si arriva frequentemente a "gole" profonde 50 metri!), ai numerosissimi fregi e stemmi dei portali ed ai particolari architettonici collocati nei luoghi più impensati, sino alle opere più importanti come le imponenti fortezze di Sorano e Pitigliano, od intere montagne squadrate come fossero castelli di sabbia (il cosiddetto Masso Leopoldino attorno a cui è aggrappato il borgo di Sorano).

PITIGLIANO
A vederlo dalla chiesa della Madonna delle Grazie, dedicata come ex-voto per la peste del 1527, e con il sole verso il tramonto, Pitigliano dà un'impressione scenografica indimenticabile. Come Orvieto, ma più primitivo e più intimamente fuso con la natura per la vegetazione che gli si abbarbica addosso e la roccia grigiastra dei tagli perpendicolari alla strada; un luogo d'ombre e di luci non vivide, se non contro il cielo, tagliate in angoli e riquadri, il cui senso umano è percettibile nelle linee spezzate che conformano i tetti, il castello e la torre gigliata (alla fiorentina). Vi respiri aria di civiltà e culture mutevoli nella logica imprevedibile dei tempi: quella preistorica con i più correnti ritrovamenti del´eneolitico rinaldoniano; quella etrusca di segno vulcente, specialmente delle fasi orientalizzate e arcaica, con qualche prodotto greco; quella romana, unificante i popoli in un comune ordine; quella medievale degli Aldobrandeschi, la più grande dinastia del´Italia Centrale, signori della Maremma per circa mezzo millennio; la grandezza rinascimentale della nobile romana famiglia degli Orsini vanamente assaltati dalla vendetta del papa Alessandro VI e del suo figliolo il Valentino e, dopo una breve presenza senese, i Medici e i loro eredi, i Lorena. Per dire circa 3500 anni!

TERME DI SATURNIA
Le Terme di Saturnia sono famose nel mondo per la prodigiosa fonte termale.
Si tratta di acqua sulfurea - carbonica - solfato - bicarbonato - alcalino - terrosa che sgorga dal sottosuolo al ritmo di 800 litri al secondo ad una temperatura costante di 37°. Grazie alla sua particolare composizione e alla sua naturale temperatura, l´acqua di Saturnia ha proprietà salutari e stimolanti, efficaci per la pelle, l´apparato respiratorio e muscolo-scheletrico. Ci si può bagnare nelle famose Cascate del Molino, cascatelle calcaree formate dalla sorgente naturale e si trovano nel mezzo della campagna maremmana a pochi chilometri dal centro di Saturnia, il bagno è gratis e d'inverno quel brivido caldo è una trasgressione salutare. Piace ai giovani ma va provato a tutte le età: è un bel vivere, provatelo anche di notte: cascatelle oscure illuminate solo dalla luna, piene di risate e d'incontri.

IL GIARDINO DEI TAROCCHI
Seguendo l'ispirazione avuta durante la visita al Parque Guell di Antoni Gaudí a Barcellona, poi rafforzata dalla visita al giardino di Bomarzo, Niki de Saint Phalle inizia la costruzione del Giardino dei Tarocchi nel 1979, su un terreno di mezzo ettaro ricoperto dalla macchia mediterranea sulla collina di Garavicchio presso Capalbio, in Maremma. Identificando nel Giardino il sogno magico e spirituale della sua vita, Niki de Saint Phalle si è dedicata alla costruzione delle ventidue imponenti figure in acciaio e cemento ricoperte di vetri, specchi e ceramiche colorate per più di diciassette anni, affiancata da un'equipe di nomi famosi dell'arte contemporanea e soprattutto dal marito Jean Tinguely, scomparso nel 1991, che ha creato le strutture metalliche delle enormi sculture e ne ha integrate alcune con le sue mécaniques, assemblaggi semoventi di elementi meccanici in ferro. Terminata solo nell'estate del 1996, la realizzazione del Giardino ha comportato un enorme lavoro di impianto, nel 1997 Niki de Saint Phalle ha costituito la Fondazione Il Giardino dei Tarocchi il cui scopo è quello di preservare e mantenere l'opera realizzata. Il 15 maggio 1998 il Giardino dei Tarocchi è stato aperto al pubblico.

MONTE ARGENTARIO
Il Monte Argentario è un promontorio che si protende nel Mar Tirreno in corrispondenza delle due isole più meridionali dell´ Arcipelago Toscano; l'Isola del Giglio e l'Isola di Giannutri. Anche l´Argentario nasce come isola, ma nel corso dei secoli l'azione congiunta delle correnti marine e del fiume Albegna hanno creato due istmi, il Tombolo di Giannella ed il Tombolo della Feniglia, unendo di fatto l'isola alla terra ferma, formando nel contempo la Laguna di Orbetello. Il Monte Argentario raggiunge il punto più alto in corrispondenza di Punta Telegrafo (635 m.) ed è caratterizzato da un territorio completamente montuoso, addolcito unicamente dall'opera dell'uomo che ha creato nel tempo delle terrazze coltivate prevalentemente a vigneto. La costa, molto frastagliata, offre cale e calette, prevalentemente sassose, di notevole bellezza dal punto di vista naturalistico. In questo contesto si inseriscono i due paesi, entrambi a vocazione marinara, che formano il comune di Monte Argentario; rivolto a settentrione si trova Porto Santo Stefano, dove è posto il municipio, mentre Porto Ercole, più piccolo, è rivolto a meridione.

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA
Antico Borgo affacciato sul mare, fra Punta Ala e Marina di Grosseto, la parte antica è un balcone sul Tirreno ed è sede di un porto turistico che offre escursioni giornaliere per le isole del´Arcipelago Toscano. Vanta origini antichissime, le prime tracce di popolamento di questa zona risalgono a circa sessantamila anni fa, mentre il primo insediamento urbano si colloca a Vetulonia, l'antica città che gli Etruschi fondarono nei pressi del lago Prile (oggi scomparso). Dopo la caduta dell´Impero Romano e le incursioni dei Barbari, nel 962 Castiglione fu ceduta a Pisa da Ottone I° di Sassonia, imperatore di Germania, che ne sfruttò le ricchezze e non si curò del´insabbiarsi del porto e delle acque del lago Prile che, divenendo stagnanti, furono causa di crescenti epidemie malariche.

Appartamenti in Affitto
LA CASA DI RUFUS
OFFERTE IN CORSO
SAFARI BESTIALE
Vieni a scoprire la magia del Parco e la sua natura da Spettacolo!!!!!!
Ammirare da vicino tutte le specie di animali selvatici che da sempre abitano la Macchia Mediterranea Maremmana.
Noi vi offriamo gratuitamente una nutriente ed energizzante colazione a buffet per due persone, su un soggiorno minimo di 2 notti, per affrontare al meglio la lunga passeggiata che vi aspetta nel Parco.


Agriturismo consigliato n. 55